1922 – 1925. Il Tempio di San Sebastiano a Mantova, un’opera cardinale del Rinascimento italiano, fu commissionato nel 1460 da Ludovico II Gonzaga all’architetto Leon Battista Alberti.
1922 – 1925. Il Tempio di San Sebastiano a Mantova, un’opera cardinale del Rinascimento italiano, fu commissionato nel 1460 da Ludovico II Gonzaga all’architetto Leon Battista Alberti.
1926 – 1928. L’Edicola Goldfinger, situata nel Cimitero Monumentale di Milano, rappresenta un notevole esempio di architettura funeraria moderna, in cui la scelta del materiale è intrinsecamente legata al concetto di eternità e memoria.
1922-1924. Il palazzo nel cuore di Milano, oggi sede di un’importante azienda, è un notevole esempio di come l’architettura storica possa essere rinnovata e adattata a nuove esigenze.
1925. Il palazzo della Riunione Adriatica di Sicurtà (RAS), edificato nel 1925 in via Manzoni a Milano, si configura come un esempio significativo dell’architettura del primo Novecento.
1927. Nel contesto geopolitico denso di tensioni degli anni Venti del Novecento, il ponte eretto nel 1927 sul fiume Eneo assunse un ruolo che trascendeva la sua mera funzione infrastrutturale.
1927. Il Tempio Voltiano di Como, edificato nel 1927 per celebrare il primo centenario della morte del suo più illustre cittadino, Alessandro Volta, si staglia sulle rive del lago come un sacrario laico dedicato al genio scientifico.
1927. Il Faro della Vittoria, icona monumentale che domina il golfo di Trieste, rappresenta una delle opere più significative dell’architetto Arduino Berlam.
1925 – 1927. Nel contesto della monumentale ricostruzione di Reggio Calabria, seguita al devastante terremoto del 1908, la nuova sede della Banca d’Italia, edificata a partire dal 1925, si impose come uno dei più potenti simboli della rinascita urbana e dell’autorità dello Stato.
1928 – 1938. Il Mausoleo di Oslavia si configura come una delle più imponenti e significative architetture commemorative realizzate in Italia nel XX secolo, un’opera la cui funzione trascende il mero dato edilizio per farsi custode della memoria collettiva.
1929 – 1932. Esempio preminente della spinta modernizzatrice che investì Padova sul finire degli anni Venti, l’ampliamento del Palazzo Comunale con la nuova ala prospiciente Via VIII Febbraio costituisce un’operazione di grande rilievo.
